CARMINA BURANA

Teatro Romano di Ostia Antica  
Giovedì 28 luglio 2020 – ore 21:00Prevendite online: Ticketone 

CARMINA BURANA

Cantiones Profanae

di Carl Orff

Concerto per pianoforti, percussioni, voci e coro

Direttore: Giovanni Cernicchiaro

Pianisti: Desirè Scoccuglia e Monaldo Braconi

Percussionisti: Andrea Montori, Giuseppe Salvagni

Daniele Sanna, Pierluigi Zago

Solisti: Soprano: Keiko Morikawa

Tenore: Antonello Dorigo

Baritono: Massimo di Stefano

Cori: Corale Polifonica Città Di Anzio

Coro Ottava Nota A.C.R.

Coro Arkè

Coro Monteverdi

 

Alchimie di fuoco: Lucie Igniferi

Direzione artistica: Tina Belli

 

L’unione di coro, pianoforti e percussioni e giochi di fuoco: oltre cento persone tra cantanti, musicisti, solisti per portare in scena, sul palco del Teatro romano di Ostia Antica, l’opera monumentale e di grande suggestione di Carl Orff.

 

Orff compose i Carmina tra il 1935 ed il 1936 basandosi su 24 poemi tra quelli trovati negli omonimi testi poetici medievali, scritti da giovani goliardi e studenti che, fra l’XI e il XII secolo, per sopravvivere si improvvisavano predicatori, mendicanti, giocolieri, musici e attori di strada.

Il titolo completo è “Carmina burana : Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae, comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis”.

La composizione appartiene al trittico teatrale di Orff “Trionfi” che, composto in periodi diversi, comprende anche i Catulli Carmina ed il Trionfo di Afrodite.

Fu eseguita la prima volta l’8 giugno 1937 a Francoforte ottenendo un grande successo, ma scatenando anche la condanna nazista per il tono colorito, spinto e impertinente di alcuni canti e per il «malinteso ritorno agli elementi originari del far musica».

Da allora i Carmina Burana sono ancora oggi sono una delle poche pagine della letteratura musicale colta novecentesca familiari a tutti: numerosissime sono le incisioni discografiche e molteplici gli usi che ne hanno fatto il cinema e la televisione.

L’opera,che in Italia è stata eseguita per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 10 ottobre 1942, non segue una trama precisa, ma parte della struttura della composizione, si basa sul concetto del giro della Ruota della fortuna tant’è che sulla prima pagina della raccolta dei poemi è rappresentata la ruota con quattro frasi posizionate intorno.

Il celeberrimo brano O Fortuna apre e chiude il ciclo ed è forse il più conosciuto della composizione in quanto scelto spesso in ambito cinematografico come colonna sonora di situazioni apocalittiche o potentemente drammatiche.

Ad impreziosire la scena le “alchimie di fuoco” di  Lucie Igniferi.